domenica 22 gennaio 2012

We have moved


Da domani, potrete seguire le attività del Workshop Exhibit 2012 dedicato alla Fondazione Plart di Napoli alla pagina

lunedì 16 gennaio 2012

Plastic: Too good to throw away

Tra odio e amore, culto e diffidenza, iper-sfruttamento e poi abbandono, la "plastica" ha segnato la contemporaneità, gli stili di vita e la cultura, non soltanto a livello materiale.
Da specchio del boom economico e dell'euforia per il benessere diffuso, si è fatta portavoce di un'epoca fatta di produzione in serie, consumismo, globalizzazione. Ha subìto la parabola discendente della società capitalista, fino a rivestire il ruolo indebito di motore di falsità, inautenticità, disattenzione nei confronti del valore degli averi, delle tradizioni e dell'ambiente.
La plastica, oggi, nel nostro immaginario, ha perso gran parte del fascino primigenio. Non è più sinonimo di progresso, né di ricchezza. È vista con sospetto, quasi con spregio, e desta, spesso, veri e propri sensi di colpa per i danni – già irreversibili – causati al pianeta da un secolo di industria priva di coscienza e di controllo.
Tuttavia, alla plastica dobbiamo gran parte degli oggetti che ci circondano e delle invenzioni che hanno migliorato la qualità delle nostre vite. Ha permesso di produrre a basso costo prodotti belli, robusti, efficienti, alla portata di tutti. Innumerevoli prodotti che oggi utilizziamo non sarebbero pensabili con altri materiali, a meno di rinunciare a proprietà di leggerezza, elasticità, isolamento, trasparenza, etc.
Dalla loro introduzione, le materie plastiche hanno poi incontrato evoluzioni, affinamenti, innovazioni, che le hanno differenziate e ottimizzate per qualsiasi applicazione.
Senza la varietà e la versatilità delle plastiche, non potremmo immaginare il mondo in cui viviamo, né coi suoi difetti, né con i suoi pregi.
Per fronteggiare i primi e perseguire i secondi, ciò che occorre non sono altri materiali, bensì altri atteggiamenti. Produrre in plastica non è sinonimo di produrre per buttare. La plastica è una grande risorsa. Viene da fonti non rinnovabili, e come tale è preziosa. Sta a noi capirlo e farne un uso responsabile.


Valida sostenitrice di queste posizioni è Susan Freinkel, autrice del libro "Plastic: A toxic love story" (Houghton Mifflin Harcourt, 2011), con cui investiga, attraverso la storia di 8 oggetti di uso comune, i rischi, le potenzialità, il passato e il futuro del complesso rapporto che lega la nostra società e la nostra vita a questo, insostituibile, materiale.


Prima del libro, vi invitiamo a leggere questo breve articolo, dal NY Times, e a commentarlo riportando le vostre esperienze e riflessioni:


http://www.nytimes.com/2011/03/18/opinion/18freinkel.html



domenica 15 gennaio 2012

La Fondazione Plart


La Fondazione Plart, ubicata in un palazzo del centro storico di Napoli, è un luogo insolito sia dal punto di vista architettonico che da quello della mission. Uno spazio interamente dedicato ai materiali plastici in cui si intrecciano design storico e contemporaneo, sperimentazione, formazione, ricerca applicata finalizzata al restauro e alla conservazione di opere d’arte e di design realizzate in polimeri, condotta con la collaborazione di enti, musei e collezionisti italiani e stranieri.


Plart, collezione permanente


A tali attività, portate avanti con continuità fin dalla sua inaugurazione avvenuta nel 2008, si affiancano mostre temporanee di designer e artisti che hanno come denominatore comune l’impiego dei materiali sintetici, declinati nelle forme più diverse, per la realizzazione delle proprie opere.
Tali sinergie creano le basi per diffondere la conoscenza del vasto e sorprendente mondo delle plastiche – generalmente considerate povere e inquinanti – tra un pubblico eterogeneo: dalle scolaresche, cui è dedicata un’area didattica che affronta anche il tema della compatibilità ambientale di questi materiali, agli studiosi, che possono accedere ai laboratori
e ai depositi climatizzati in cui sono conservati i pezzi non esposti, oltre che alla biblioteca specializzata.
Cuore della Fondazione Plart è lo spazio espositivo permanente che ospita una delle maggiori raccolte al mondo, per qualità e quantità di pezzi, di oggetti realizzati in materiale polimerico: la collezione di Maria Pia Incutti, imprenditrice, collezionista d’arte e Presidente della Fondazione.
Costruita nel corso di più di trenta anni grazie ad un paziente lavoro di ricerca condotto dalla stessa Incutti con la collaborazione dall’architetto Nunzio Vitale, la collezione è composta da circa 1500 pezzi che coprono un arco temporale molto vasto: dalle prime plastiche di fine ’800 a oggetti di design degli anni ’70-’80. Artefatti di design anonimo, pezzi originali di design “storico” e opere di artisti contemporanei come Piero Gilardi, Gaetano Pesce, Franco Mello, Guido Drocco, Tony Cragg.
Il tema dell’esposizione permanente – realizzata con oggetti esposti a rotazione – è racchiuso nello slogan “Vera plastica: forme e colori dei primi materiali sintetici”, un percorso espositivo che enfatizza l’idea del racconto unitario, realizzato grazie a una grande teca sospesa che disegna lo spazio. Al suo interno sono esposti oggetti con funzioni, forme, colori e materiali diversi, aventi come comun denominatore l’appartenenza alla vasta ed eterogenea famiglia dei polimeri.


Plart, teca espositiva

Se il cuore espositivo della Fondazione Plart rimane la collezione storica, non vanno però dimenticate le molte iniziative che periodicamente sono ospitate in questo luogo, sempre all’insegna della ricerca e dell’innovazione.


Plart, "Silicon D", personale di Alessandro Ciffo (2009)


(tratto da un testo di Cecilia Cecchini, curatore scientifico dello spazio espositivo della Fondazione Plart e referente per il Workshop Exhibit 2012)




Benvenuti

Gentili studenti,

Il Workshop Exhibit 2012 dedicato alla Fondazione Plart (Plastica +Arte +Ricerca +Tecnologia) di Napoli comincerà domani lunedì 16 gennaio alle ore 11.00, presso la sede delle Terese a Venezia.
Le aule pre-assegnate ai Workshop sono la D e la G. Stabiliremo quale sia la nostra una volta sul posto.

Sempre domani, concorderemo il calendario degli appuntamenti successivi.